I nostri ospedali curano le persone non le malattie. Nella nostra attività la persona è soggetto di cura e non oggetto di prestazione sanitaria. Accogliamo i pazienti, che coinvolgiamo nel percorso di cura; offriamo loro un’assistenza amorevole, educhiamo i cittadini all’uso corretto del Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo promuoviamo la salute

Pietro Zoia
Direttore Generale


Dai nostri Ospedali - Busto Arsizio: L’Ospedale in prima fila nella cura dell’epilessia



Tra i test diagnostici anche quello polisonnografico, eseguito grazie all’ausilio di una strumentazione innovativa  che registra in un tracciato ogni movimento muscolare del paziente in fase dormiente.

L’Ospedale di Busto è in prima fila nella cura dell’epilessia, malattia che ogni anno colpisce un centinaio di bustesi. Il suo Centro, diretto dal dottor Daniele Porazzi – primario di Neurologia e docente di Neurofisiopatologia alla Facoltà di Medicina dell’Università dell’Insubria di Varese – è tra i più importanti della Lombardia. Il presidio di cura dell’epilessia è dotato di una struttura ambulatoriale che ogni settimana , il giovedì dalle 8.30 alle 12.30, garantisce prestazioni sanitarie a pazienti già ricoverati in ospedale e a utenti extraospedalieri.
L’ambulatorio è stato aperto nel lontano 1969: in oltre trent’amnni di attività sono stati diverse migliaia gli utenti seguiti, in gran parte con problemi di perdita di coscienza, a molti dei quali è stata diagnosticato, successivamente, uno stato epilettico. Il dottor Porazzi segnala in proposito un centinaio di nuovi casi all’anno: in alcuni di essi - si specifica – l’epilessia rappresenta una condizione patologica secondaria, sintomatica , cioè , di qualcosa d’altro (un  ictus, ad esempio, o un tumore, un forte ematoma), o tra i bambini (anche tra neonati), l’esito di un trauma intra o post parto.
I servizi prestati dall’ambulatorio di Busto per realizzare lo screening epilettico sono, fra l’altro, l’elettroencefalogramma (anche in video e durante il sonno, con l’ausilio di una telecamera ad infrarossi) e il test polisonnografico che, grazie ad uno strumento diagnostico innovativo e recentemente acquisito dall’Ospedale, registra in un tracciato ogni movimento muscolare del paziente in fase dormiente.