I nostri ospedali curano le persone non le malattie. Nella nostra attività la persona è soggetto di cura e non oggetto di prestazione sanitaria. Accogliamo i pazienti, che coinvolgiamo nel percorso di cura; offriamo loro un’assistenza amorevole, educhiamo i cittadini all’uso corretto del Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo promuoviamo la salute

Pietro Zoia
Direttore Generale


Dai nostri Ospedali - Busto Arsizio: Risonanza magnetica nucleare a Busto e Saronno: alta tecnologia al servizio dei pazienti


Le due apparecchiature sono state inaugurate lo scorso dicembre

 

BUSTO ARSIZIO – L’Azienda Ospedaliera investe sull’alta tecnologia. Il potenziamento più recente riguarda il settore della Diagnostica per Immagini, per il quale sono state acquisite due risonanze magnetiche fisse di ultima generazione, una per l’Unità Operativa di Radiologia dell’ospedale di Saronno, diretta dal dott. Valter Castiglione, e una per quella di Busto Arsizio, diretta dal dott. Luigi Solbiati. Le due apparecchiature sono state inaugurate rispettivamente il 15 e il 19 dicembre.

I due "gioielli" acquisiti per i presidi di Busto Arsizio e Saronno rappresentano quanto di meglio c’è sul mercato e hanno entrambe una potenza di 1,5 Tesla – il tesla è l’unità di misura del campo magnetico -, quella che appartiene alle risonanze "ad alto campo", le più sofisticate attualmente utilizzate.

La tecnologia che le caratterizza consente di eseguire tutti gli esami relativi a patologie neurologiche non traumatiche (ad esempio, le patologie vascolari, malformative, oncologiche o degenerative come la sclerosi multipla), alle articolazioni, a tutti i tessuti molli (organi, muscoli, nervi). Inoltre, questo tipo di apparecchiatura è importante, tra le altre applicazioni, anche nell’ambito della diagnosi dei tumori della mammella in particolari ambiti clinici quali la stadiazione prima dell’intervento o patologia della mammella in pazienti portatrici di protesi inserite per motivi estetici o in conseguenza di interventi.

Un altro dato non trascurabile è quello legato alle lunghezza del magnete, cioè della struttura sotto la quale il paziente, sdraiato sull’apposito lettino, deve restare per il periodo di tempo necessario allo svolgimento dell’esame. Le apparecchiature sono dotate di tunnel molto più corti (circa 70 di centimetri), in modo da diminuire anche eventuali problemi di claustrofobia per i pazienti. Grazie a ciò, dunque, l’esame risulta sicuramente meno fastidioso. Infine, anche il tempo di esecuzione dell’indagine, che dipende da ciò che si deve esaminare, è ridotto rispetto ai vecchi macchinari.

 

 

 

20/12/2006