BUSTO ARSIZIO (VA) – E’ stato inaugurato il 7 dicembre scorso nel presidio di Busto Arsizio il primo Hospice ospedaliero della provincia di Varese.
Si tratta di una struttura afferente all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dott. Giorgio Servadio, e destinata alla degenza dei malati in fase terminale che si inserisce nella direttrice di un potenziamento del settore delle Cure Palliative, cioè di quelle cure che, come recita la definizione dell’Oms, sono prestate alle persone affette da patologie (oncologiche, broncopneumologiche, ecc.) che non rispondono più alle terapie a disposizione. In questo ambito, l’ospedale di Busto Arsizio sta lavorando da circa un quinquennio, arco di tempo in cui sono state seguite più di 500 persone nei reparti di Oncologia Medica, Broncopneumologia e Malattie Infettive.
Il nuovo reparto, diretto dal dott. Valter Reina, è sito al piano rialzato nell’ala ovest del padiglione Bizzozzero ed è dotato di dieci camere singole. La ristrutturazione degli spazi ha consentito di offrire un ambiente dedicato e completamente rinnovato a malati e parenti.
L’attività dell’Hospice, che è stato realizzato grazie a fondi assegnati dalla Regione Lombardia e pari a un milione 250mila euro, è iniziata il 13 dicembre.
Al taglio del nastro oltre al direttore generale Pietro Zoia, al direttore sanitario Enzo Brusini, al direttore amministrativo Mario Brambilla Pisoni, al direttore medico di presidio Giuseppe Brazzoli, erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Luca Ferrazzi, il presidente del consiglio provinciale Anna Maria Martelossi, alcuni sindaci della Valle Olona e il professor Furio Zucco, past president della Società Italiana Cure Palliative e primario di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’ospedale di Garbagnate.
"L’apertura dell’Hospice – è intervenuto il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia – rappresenta un concreto potenziamento dell’offerta sanitaria della nostra Azienda. Destinare un intero reparto e un’equipe multidisciplinare ad hoc, composta da infermieri, medici e psicologi, ai pazienti terminali significa offrire un profilo di cura caratterizzato da alta intensità assistenziale, contenuta tecnologia e alto coinvolgimento relazionale, oltre che una doverosa privacy e un ambiente accogliente e confortevole. Un’attività che si inserisce nella filosofia della nostra azienda, basata sul concetto che curare significa prendersi cura, mettendo al centro del proprio servizio la persona e non la malattia. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al progetto e per augurare buon lavoro allo staff dell’Hospice".
Andando più nel dettaglio, l’Hospice si articola su un’area di 800 metri quadri dove gli spazi, come si accennava, sono stati riqualificati all’insegna del comfort. Infatti, ogni camera è dotata di un proprio servizio igienico e di un sistema di chiamata dal letto sia sonoro sia vocale che prevede la possibilità di dialogare con il personale. Inoltre, il reparto è climatizzato ed è provvisto anche di una vasca da bagno ad altezza variabile e di una sala da pranzo con cucina che i parenti possono utilizzare per preparare pietanze gradite al paziente.
Nell’Hospice dell’ospedale di Busto, poi, è prevista la possibilità per i familiari di restare accanto al malato 24 ore su 24 e di ricevere un supporto psicologico sia per il malato sia per i congiunti.
Le Cure Palliative
Nell’Hospice, si è detto, vengono prestate al malato le Cure Palliative. Il termine "palliativo" deriva dall’inglese "palliative", ma ha una radice latina, cioè la parola "pallium". Il "pallium" era il mantello che il viandante usava per coprirsi e proteggersi dalle intemperie: da qui dunque l’aggettivo "palliativo", nel senso che copre e quindi aiuta la persona in un particolare momento della propria vita.
"Il nostro impegno in questa direzione – ha aggiunto il dg Zoia – è dedicato a tutte quelle persone che si rivolgono alla nostra Azienda e che la Medicina non è più in grado di guarire e che non possono essere assistiti al domicilio, dando sollievo al dolore fisico, alla sofferenza psicologica e spirituale, cercando di garantire loro la migliore qualità di vita possibile". A questo proposito va segnalato che in Azienda è attivo da tempo un progetto denominato "Ospedale senza dolore" in osservanza delle Linee Guida Nazionali in materia.
L’Hospice di Busto Arsizio, dotato di un organico composto da tre medici, due psicologi, la caposala, sette infermieri professionali, sette operatori sanitari e un ausiliario, rappresenta anche un importante tassello nella rete regionale per la Cure Palliative inserita dal 2001 tra i Livelli Essenziali di Assistenza.
Il potenziamento e il completamento di tale rete rappresenta una priorità per il Piano Socio-Sanitario Regionale 2007-2009. E questo anche in relazione, ad esempio, al numero di decessi per neoplasie che si verificano nella nostra regione: 28mila all’anno su nove milioni di abitanti, in pratica 313 ogni 100mila abitanti.
7/12/07