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I granuli pollinici delle piante costituiscono una fonte allergenica molto importante.
Il polline è costituito dai gametofiti maschili e si presenta come una polvere gialla situata sull’antera dello stame, all’interno del fiore già sbocciato.
L’impollinazione è il trasporto del polline dall’antera alla parte femminile del fiore;può essere " anemofila" o " entomofila".
I pollini di interesse allergologico sono generalmente quelli appartenenti a piante anemofile, che si affidano al vento per avviare i processi riproduttivi. La strategia riproduttiva è legata alla produzione di grandissime quantità di particelle portatrici del gamete maschile, per aumentare la probabilità di raggiungere e fecondare la parte femminile di un fiore della stessa specie.
Sono sufficienti invece pochi pollini per m³ area per scatenare i sintomi in un soggetto allergico a quel polline.
Le piante entomofile invece producono quantità assai minori di pollini, avendo negli insetti trasportatori molto efficienti e specifici.
Le variazioni nel contenuto di pollini in atmosfera, che si registrano di giorno in giorno,sono in larga misura relazionate alle variazioni metereologiche
Le variazioni termiche e di umidità atmosferica sono le più frequenti cause che portano all’apertura delle antere e alla diffusione dei granuli.
L’umidità ha la proprietà di far chiudere le antere, per cui il polline viene trattenuto nella pianta. Con l’umidità il polline diventa anche più pesante e vola meno.
Nelle giornate di pioggia, di nebbia e in quelle con alta umidità relativa i pollini tendono a cadere al suolo; una pioggia breve ma intensa risulta più efficiente nell’abbattere i granuli pollinici rispetto ad una pioggerella prolungata.
L’innalzamento della temperatura facilita la liberazione del polline, rendendolo meno ricco di acqua, con minor peso specifico e quindi più leggero e volatile. Nei giorni caldi e soleggiati, quando la sorgente è asciutta, si ha la concentrazione pollinica più elevata.
I temporali possono apportare pollini o loro frammenti, soprattutto se sono successivi a periodi asciutti che caricano l’atmosfera di granuli pollinici.
Il vento, quando inizia a sollevarsi, aumenta la diffusione del polline; quando invece la sua velocità supera i 12-15 Km orari, i granuli tendono a cadere.
Il polline è costituito di granuli di piccole dimensioni, di forma variabile ed è rivestito da un involucro esterno molto resistente, formato da due pareti: una esterna chiamata " esina" e una interna chiamata " intina". L’esina presenta una superficie molto elaborata con sculture, ornamenti,disegni e aperture che sono caratteristici per ogni specie e che servono quindi per riconoscerle e distinguerle.
Principali Piante Allergeniche
Le principali piante allergeniche nella nostra zona sono.
- Graminacee: grande famiglia cosmopolita di erbe annuali; sono diffuse nei prati, nelle aree rurali,nei terreni coltivati e incolti, dal livello del mare fino alla fascia alpina. Il periodo di pollinazione è lungo, ma principalmente ricade nei mesi primaverili-estivi ( da aprile a giugno)
- Urticacee: la specie più importante è la Parietaria ; cresce sui ruderi e sui muri,lungo le strade e i fossi. Fiorisce da marzo a ottobre. La concentrazione di questo polline è molto elevata nelle regioni del Sud Italia e in Liguria, dove la pollinazione è presente quasi tutto l’anno.
- Betulacee: fanno parte di questa famiglia l’Ontano e la Betulla. L’Ontano è una pianta arborea che cresce lungo i corsi d’acqua; i fiori maschili, riuniti in lunghi amenti,liberano il polline nel periodo febbraio-aprile. La Betulla è un albero che cresce sia nelle zone urbane di pianura, sia nei boschi dell’orizzonte montano. Il periodo di pollinazione inizia a marzo e si protrae fino a maggio.
- Corylacee: le specie più importanti sono il Nocciolo e il Carpino. Il Nocciolo è un arbusto deciduo che cresce nel sottobosco di foreste aghifoglie e latifoglie; viene anche coltivato per il frutto commestibile. La pollinazione può iniziare già a dicembre e si protrae fino all’inizio di marzo.Il Carpino è un albero presente nelle zone montane e submontane in boschi misti. Le infiorescenze maschili sono amenti penduli da cui si libera il polline dagli inizi di aprile alla fine di maggio.
- Cupressacee: la specie più importante è il Cipresso, la cui rilevanza allergenica è stata rivalutata negli ultimi anni. Si è avuto infatti un incremento dei casi di sensibilizzazione, dovuto all’aumento del numero di piante importate e probabilmente anche ad una aumentata aggressività del polline, verosimilmente legata all’inquinamento da motori diesel. La fioritura inizia a fine inverno e si protrae per tutta la primavera.
- Composite: fanno parte di questa famiglia l’Ambrosia e l’Artemisia. Nella nostra zona ha una grande importanza l’Ambrosia. E’ una pianta infestante di origine nord americana.Cresce su suoli a vegetazione rada o dove è stata rimossa la vegetazione originaria. In Lombardia l’Ambrosia sembra aver trovato il proprio habitat naturale nell’area a terreno alluvionale che si estende tra il Lago Maggiore e l’hinterland milanese; appare particolarmente intensa l’infestazione dei comprensori delle città di Busto Arsizio, Gallarate, Magenta e Legnano. Le piante di Ambrosia si possono già osservare a maggio, ma occorre attendere giugno perché la pianta sia ben sviluppata e la seconda metà di luglio per vederne le infiorescenze: Da questo momento si inizia a trovare granuli pollinici e nelle settimane successive la loro concentrazione va aumentando sino a raggiungere il culmine a cavallo fra i mesi di agosto e settembre; la quantità decresce quindi progressivamente fino a scomparire verso la metà di ottobre. L’Artemisia è un’erba perenne aromatica che cresce nelle zone ruderali,nei prati e lungo i margini delle strade,comunque in tutti i suoli ricchi di azoto. La fioritura è compresa fra agosto e settembre.
- Oleacee: è una famiglia di alberi e arbusti comprendente sia generi ornamentali (lillà, gelsomino e ligustro) sia piante economicamente importanti come l’Olivo. L’olivo è una pianta sempreverde a chioma allargata, dal caratteristico tronco nodoso; le foglie sono coriacee, con la pagina superiore lucida e quella inferiore opaca. E’ ampiamente coltivato per i suoi frutti. La fioritura inizia alla metà di maggio – primi di giugno e si protrae per circa un mese. Nella nostra zona di Busto Arsizio il polline di Olivo non ha una grande rilevanza.