Nuovi spazi per la Chirurgia Vascolare e l’Urologia.


Il 6 novembre scorso è stata inaugurata la nuova sede dei due reparti dell’ospedale di Busto Arsizio al IV piano del padiglione Polichirurgico

 

BUSTO ARSIZIO – Nuovi spazi per i reparti di Chirurgia Vascolare e di Urologia. Prosegue il rinnovamento e il potenziamento strutturale dell’Ospedale di Busto Arsizio, dove il 6 novembre scorso è stata inaugurata la nuova sede delle due unità operative  al IV piano del Padiglione Polichirurgico.

Al "taglio del nastro" e alla visita dei rinnovati spazi di degenza, preceduti da un incontro in aula Suor Bianca nel corso del quale è stato presentato il progetto di ristrutturazione,  hanno presenziato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia   oltre ai vertici dell’Ao e del presidio e numerose autorità del territorio.

Tra queste, l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Ferrazzi, il prevosto di Busto Arsizio monsignor Franco Agnesi, il sindaco Gianluigi Farioli e una rappresentanza dei sindaci della Valle Olona.

I nuovi reparti, come si accennava, sono collocati al quarto piano del padiglione Polichirurgico in spazi recentemente ristrutturati nei quali mercoledì 12 novembre sarà trasferita l’attività, svolta sinora al settimo piano. L’intervento di riqualificazione ha interessato un’area di 1.700 metri quadri nella quale si contano rispettivamente per ognuno dei due reparti 10 camere a due letti e una a un letto (totale 20 camere a due letti e due a un letto), tutte dotate di servizi igienici, una sala soggiorno per i pazienti, studi medici per le visite e vari locali destinati al personale.

Secondo un progetto di ristrutturazione che ha tenuto conto delle esigenze dei pazienti ma anche degli operatori, il reparto è stato anche completamente climatizzato.

Il costo complessivo dei lavori effettuati al quarto piano del Polichirurgico ammonta a un milione 200mila euro.

   "Il trasferimento della Chirurgia Vascolare e dell’Urologia – ha voluto sottolineare il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia -  rappresenta un ulteriore passo concreto verso un costante miglioramento e potenziamento del presidio di Busto Arsizio, condotto secondo un criterio che tiene conto dei bisogni e delle problematiche dei nostri pazienti ma anche delle esigenze del nostro personale che quotidianamente presta il proprio servizio con competenza, professionalità e dedizione ai malati. Nel presentare i due nuovi reparti – ha concluso il dg – ,oltre a ringraziare i responsabili, le loro equipe, Infrastrutture Lombarde per la fattiva collaborazione   e tutti gli altri che hanno collaborato al progetto, desidero tributare un omaggio anche ai "vecchi" primari che hanno contribuito con la loro professionalità e competenza a rendere le nostre strutture centri di riferimento per molte patologie. Mi riferisco al prof. Sandro Costantini e al prof. Enrico Signorelli che ne hanno avviato l’attività".

 

La Chirurgia Vascolare

L’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare è stata costituita nel 1981, quando venne nominato primario il prof. Sandro Costantini.
Il reparto vantava all’epoca una casistica chirurgica di circa 800 interventi/anno.
Attualmente l’Unità Operativa è diretta dal dott. Antonio Tori e con 20 letti e 5 sedute settimanali supera i 1.000 interventi (200 varici - 100 aneurismi- 200 carotidi - 400 periferici - 100 miscellanea)
La Chirurgia Vascolare dell’Ospedale di Busto Arsizio è stata tra le prime in Italia a eseguire gli interventi di disostruzione della carotide in anestesia loco-regionale, interventi per ischemia cerebrale in urgenza, interventi di simpaticectomia lombare   (recisione di nervi del sistema simpatico lombare) in Videolaparoscopia, ad utilizzare l’intervento con radiofrequenza e poi laser sulle varici.
Nel 1991 nel reparto è stata avviata l’attività endovascolare – trattamento alternativo a quello chirurgico, cioè angioplastica - con all’attivo oltre 4.000 procedure. Nel 1999 è stata la volta dell’ambulatorio delle lesioni trofiche, cioè le ulcere degli arti inferiori (7.000 medicazioni all’anno) e del trattamento dell’ischemia critica con neurostimolatore.
L’Unità Operativa è convenzionata con la
la Scuola di specialità dell’Università degli Studi di Milano.Una camera di degenza

 

L’Urologia

L’Unità Operativa di Urologia dell’ospedale di Busto Arsizio si occupa della diagnosi e della cura delle patologie urologiche sia programmate sia d’urgenza.

Sin dalla sua istituzione nel 1968 sotto la guida del prof. Enrico Signorelli e quella del suo successore Alberto Mandressi, la struttura si è occupata delle patologie neoplastiche della vescica, della prostata, dei reni e dei testicoli. Nel corso degli anni, il reparto, ora diretto dal dott. Carlo Buizza, è diventato centro di riferimento per il trattamento mininvasivo della calcolosi urinaria e centro particolarmente attivo nella terapia endoscopica dell’ipertrofia prostatica. Inoltre, l’Urologia bustocca vanta una delle maggiori casistiche in campo nazionale   di interventi ricostruttivi della vescica dopo la sua asportazione a causa di un tumore. Questa tecnica chirurgica permette il recupero della continenza e della funzione urinaria attraverso le vie naturali. In caso di prostatectomia radicale per la presenza di un carcinoma, si pratica, laddove indicato, una tecnica che consente il recupero della potenza sessuale post-intervento. Dal 1992 si eseguono routinariamente interventi urologici in laparoscopia.

Attualmente nella struttura si eseguono in media ogni anno 10mila prestazioni ambulatoriali e 1.500 interventi chirurgici. Di questi, circa mille sono di chirurgia mininvasiva e 500 sono di alta complessità chirurgica.

 

06/11/08