MEDICINA E CICLISMO, SPECIALISTI A CONFRONTO SULLE PATOLOGIE “DA SELLINO”


L’Unita Operativa di Urologia dell’ospedale di Busto Arsizio, diretta da Carlo Buizza, ha organizzato il 6 marzo al Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona un convegno sulle patologie uroandrologiche legate a un prolungato utilizzo della bicicletta.

L’evento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Medici dello Sport della provincia di Varese, e vedra’ la partecipazione di specialisti in Urologia, Ginecologia, Andrologia, Medicina dello Sport e medici di Medicina Generale.

E’ prevista una tavola rotonda tra medici e ciclisti professionisti

 

 

BUSTO ARSIZIO (VA), primo marzo 2010 – Patologie "da sellino": come prevenirle e curarle. Sui problemi che possono insorgere a causa di un utilizzo prolungato della bicicletta è stato organizzato dall’Unità Operativa di Urologia dell’ospedale di Busto Arsizio un convegno dal titolo "Patologie uroandrologiche e ciclismo" che si svolgerà sabato 6 marzo al Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona (h. 8.30-16).

    "L’incremento progressivo del numero dei  praticanti del ciclismo amatoriale – spiega il primario dell’Urologia del presidio di Busto Arsizio Carlo Buizza - ha notevolmente amplificato l’attenzione verso le patologie uroandrologiche conseguenti all’utilizzo prolungato della bicicletta. Tale sport, storicamente  tipicamente maschile, negli ultimi anni ha registrato tuttavia un incremento di praticanti di sesso femminile, creando perciò interesse anche per le patologie dell’apparato genito-urinario della donna".

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Medici dello Sport della provincia di Varese, vedra’ dunque la partecipazione di un pool di esperti: specialisti in Urologia, Ginecologia, Andrologia, Medicina dello Sport e medici di Medicina Generale. Inoltre, al termine del convegno è prevista una tavola rotonda tra medici e ciclisti professionisti per approfondire ulteriormente la tematica.

   "Sono note  due   tipi di patologie legate all’impiego della bici – prosegue il primario Buizza - . La prima legata a eventi traumatici acuti a carico dell’apparato genito urinario ( traumi scrotali , vulvari , penieni, uretrali e meno frequentemente reno ureterali o utero annessiali). Le patologie più frequenti di interesse uroandrologico sono conseguenti  all’utilizzo prolungato e in condizioni estreme del mezzo meccanico, soprattutto se tecnicamente non idoneo, o patologie urologiche misconosciute di cui è affetto il ciclista. L’abbigliamento ciclistico  non idoneo può inoltre essere un fattore di rischio non trascurabile per tali malattie".

Nell’uomo tali problematiche si manifestano con episodi di infiammazione della ghiandola prostatica (prostatiti), caratterizzate da  dolore e difficoltà nella minzione, accompagnati a volte da febbre e sangue nelle urine, disturbi dell’erezione, riduzione della sensibilità in sede perineale e peniena, infezioni cutanee perineoscrotali.

Invece, le donne che praticano ciclismo in condizioni estreme, con mezzo meccanico non ottimale o con un abbigliamento non idoneo, presentano cistiti recidivanti, vulvo vaginiti, dispareunia (dolore nel corso dei rapporti sessuali) post traumatica, disordini mestruali, flogosi (infiammazione) cutanee perineo glutee.

 

 

 

Per informazioni alla Stampa: Francesca Indraccolo, addetta stampa Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo di Busto Arsizio" (ospedali di Busto A., Saronno e Tradate) – tel. 0331-699284, e-mail: findraccolo@aobusto.it